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Clown - quinto resoconto PDF Stampa E-mail
Scritto da Stefano Testa   
Giovedì 02 Settembre 2010 06:02

Casa Anyama, Mercoledì 1 Settembre 2010
AuanaNANA a tous les clowns de Vip!
Attualmente il gruppo dei missionari ivoriani sta vivendo un momento di disagio.
C’è una clown in piena crisi d’astinenza da fratello. I restanti clown qui presenti sono seriamente preoccupati per lo stato mentale che continua a peggiorare: assistiamo a visioni di Clauncini neri che le ricordano l’infanzia (quando vede i bambini più piccoli), alternate a materializzazioni improvvise dell’adorato fratello. Considerato lo stato di Sor_Marella, si è ritenuto necessario non lasciarla mai da sola (per evitare che si attacchi al cellulare)…per questo qui con lei ora ci sono io, Macarino.
Oggi quinto giorno di missione. Piove! Un’abbondante, incessante e rumorosa pioggia batte sulle tettoie di lamiera che proteggono le finestre delle nostre stanze e ci accompagna quasi per tutta la notte fino al risveglio…insomma siamo ancora in attesa del tanto decantato caldo africano. Mentre Ivorina suona a gran voce l’Inno di Mameli, che butta dal letto anche gli ultimi insonnoliti, comincia la nostra giornata. Dopo aver colazionato, vediamo gli Auanagana clown che arrivano abbastanza puntuali: oggi l’allenamento per loro prevede esercizi di concentrazione e improvvisazione.
Sono due gli esercizi che ci piace raccontarvi per le forti emozioni che ci hanno scatenato. Il primo è quello delle mani che si stringono…bellissimo sentirsi parte di una ragnatela di incastri fatta di odori e colori diversi che si incontrano e si cercano, accompagnati da un’unica magica armonia. Divertente subito dopo la gag che si è creata inaspettatamente nell’esercizio dei numeri, dove ognuno doveva contare senza sovrapporsi con gli altri…un’alternanza di numeri ripetuti in italiano dai clown francesi e di numeri francesi ripetuti dai clown italiani. Gli Auanagana non smettono mai di stupirci…anche nelle piccole cose! Gli esercizi di improvvisazione proseguono per più di un’ora e siamo felici di vedere come qualsiasi nostro consiglio venga messo in pratica all’istante con semplicità e tanto impegno. E’ incredibile assistere al cammino che hanno fatto questi ragazzi in così poco tempo, vedere che ogni nostra parola viene recepita come un dono prezioso, di cui essere grati. Ci commuove Slip che nella condivisione finale è orgoglioso di dirci che ormai la clownterapia fa parte di tutte le sue giornate e che quando cammina per le strade del villaggio si ferma sempre a giocare con i bambini…cosa impensabile fino a pochi mesi fa.
Il pomeriggio ci riserverà delle nuove emozioni poiché oggi il programma prevede una passeggiata al vicino mercato di Anyama. Trenta minuti di cammino sono quelli che ci separano dalla vicina cittadina…la strada è tortuosa, ma la terra rossa dell’Africa è tutta lì davanti a noi e ci fa battere forte il cuore. Per qualcuno la sensazione è quella forte di qualche mese prima, è un ritorno a casa, è la corsa a perdifiato per quella lunga discesa/salita (promessa mantenuta!), è la strada del popolo in cammino… Altri invece è la prima volta che percorrono quelle strade piene di da sabbia che la pioggia ha trasformato in fango…strade dissestate…attorniate da una ricca vegetazione e da grande pozzanghere che a volte diventano piscine per i più piccoli, e che già lo scorso anno erano state battezzato “le terme”!.
Il mercato di Anyama è un’esperienza da vivere. La nostra è una scorta d’eccezione: Slip, Chau Chau, Amso e Santino si sono offerti di accompagnarci e di guidarci attraverso gli intrecci, che solo migliaia di banchetti e chioschetti disposti in maniera del tutto caotica, sono in grado di creare. Una folla in movimento comincia ad animare ogni angolo che attraversiamo, è un’apoteosi di odori diversi e di colori. Tutto si può trovare e comprare. C’è chi vende dell’improbabile pesce appena cotto (delizia delle numerose mosche che si affollano intorno), con accanto la dispensatrice di treccine impegnata a sistemare l’acconciatura della Madame di turno…pentole impilate sono mischiate a scarpe buttate sopra a teli, che per trovarne un paio uguale è possibile ci si debba rivolgere a due bancarelle diverse…pezzi di burro di Karitè riempiono grandi ceste…mestoli, musica, pepe, pomodori, melanzane, pane, carne...è un immenso caos, ma ciò che lo accomuna e che ci emoziona è la grande dignità con cui ogni venditore presenta la propria merce. L’attenzione che i clown Auanagana hanno verso di noi è davvero commovente…si prendono continuamente cura di ogni nostro passo, assicurandosi che nessuno rimanga indietro o si trovi in difficoltà…ci aiutano a trovare i prezzi migliori e contrattano per noi. Siamo davvero commossi da questa dimostrazione di affetto, la confiance è davvero quella che hanno gli amici veri. E’ bellissimo aggirarsi tra questa gente che ci guarda incuriosita e che ci chiede di farsi fotografare insieme a noi…tutti hanno un sorriso spontaneo, da cui avvertiamo la sincerità del gesto che nulla ha a che fare col voler vendere la propria merce.
Siamo in ritardo…alle 19.00 ci aspetta le Chef du Village…stasera siamo ospiti a cena a casa sua. Ci affrettiamo a ripercorrere la strada del ritorno sebbene con grande difficoltà perché è davvero difficile non fermarsi a parlare con la gente che incontriamo…o non lasciarsi andare dinanzi ad un profumo delizioso di pane fritto, ovviamente assaporato caldo. Le aspettative della cena sono tante da parte nostra: mica è una cosa da tutti i giorni essere invitati dalla maggiore autorità locale! Certo qualche preoccupazione per quel che mangeremo ce l’abbiamo: noi siamo quelli dell’Amuchina, dell’acqua in bottiglia super sigillata e del Malarone time, ma…ci sentiamo onorati, ci facciamo belli, (ovviamente si fa quel che si può…sempre clown rimaniamo) e baldanzosi ci incamminiamo verso la maison presidenziale. Con noi abbiamo uno zaino con delle magie che Mensolina e Mapo presenteranno allo Chef e alla sua famiglia per ringraziarli della loro ospitalità e in più portiamo dei palloncini per costruire dei fiori da donare alle donne della casa. Come è andata la serata? Dopo essere arrivati, lo Chef, che ieri è stato così cordiale e amichevole con noi, ci saluta frettolosamente e ci manda il suo segretario, per comunicarci che sarà lui a farci compagnia durante la cena perché lo Chef ha un impegno. Ci ritroviamo a mangiare da soli riso e foutou, con diverse salse di cui una piccantissima, mentre il Capo del Villaggio se ne sta beatamente in casa a guardare la tv (alla faccia dell’ospitalità!). Assolutamente SURREALE! Ovviamente le magie e i palloncini rimangono nello zaino e tornano a casa con noi.
In breve tutti andiamo a dormire, ultima spruzzata di Autan, sistemiamo le zanzariere intorno ai nostri letti e speriamo che domani il sole dell’Africa giunga finalmente ad illuminare un’altra di queste bellissime giornate che la Costa d’Avorio ci sta regalando.
Macarino e Sor_Marella e tous les clowns de la Mission Côte d’Ivoire.
Pillola del giorno: i clown Auanagana hanno appena finito una gag. Marella: “ammazza quanto so bravi. Me li porterebbi tutti a Roma”.

 

Ultimo aggiornamento Martedì 07 Settembre 2010 16:48
 

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