| Clown - tredicesimo resoconto |
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| Scritto da Stefano Testa |
| Martedì 14 Settembre 2010 13:55 |
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Casa Anyama, Giovedì 9 Settembre 2010 Tredicesimo giorno e come la cabala più scontata racconta il tredici porta male, o bene per qualcuno; per noi che siamo in piedi dalle 7 e pronti dalle 8 per aspettare il benedetto Bakà decisamente porta male, o meglio testiamo la nostra nuova capacità di porci davanti agli eventi in modo tranquillo, molto tranquillo dal momento che la nostra vettura giungerà con appena un’ora e mezzo di ritardo facendo slittare, da subito, tutto il programma della giornata. Saremmo dovuti arrivare all’ospedale di Bonuà per le 10.30 e iniziare lo spettacolo appena pronti, vorrà dire che il pubblico, i pazienti, dovranno sopportarci fino al primo pomeriggio.Finalmente si parte, pulmino da 16 posti e noi come sempre siamo 18/19 noi più tutto il gruppo auanagana, ormai siamo un unico corpo di ballo, un gruppo di artisti di nazionalità varia, perché è ovvio che Marella appartiene ad una nazione tutta sua, o forse sarebbe meglio dire ad un pianeta tutto suo. E’ riuscita praticamente a stare in pigiama per quindici giorni ed anche oggi ha deciso di non cambiare questo suo nuovo look, per cui la vediamo con il suo pigiamino a righe verticali verdi e bianche, un vero spettacolo, una partenopea verace, come lo vesuvio e il suo amato clancinuccio suo. Masticelli, ma come si deve fare????? ( non è necessario spiegare per forza chi sono i Masticelli per cui non faremo cenno al fatto che sono i di lei genitori …). Dicevamo, si parte e si percorre nuovamente la strada per l’aereoporto per poi proseguire dritto fino a bonuà; anche sul fatto dell’andare dritto vorrei aggiungere una riga: l’andare dritto è da intendere in senso letterale, dritto e basta e se qualcuno decide , poveretto, di attraversare la strada a piedi o in bicicletta che sia, lo fa a suo rischio e pericolo; l’altra sera accompagnando Sbadina all’aereoporto avevamo la fortuna di essere in macchina con Felipe Massa che stava cercando di spuntare il tempo per la seconda sessione di prove cronometrate: risultato siamo riusciti per un puro caso ad evitare il ciclista che , aiutato dalla notte, aveva deciso di mimetizzarsi e cercare di raggiungere la salvezza dall’altra parte della strada. Arriviamo alla struttura del Don Orione, lo stesso ospedale che ci ha visto protagonisti l’anno scorso, ma questa volta il piccolo spettacolo davanti ai bimbi è tenuto dal gruppo ivoriano; è un vero successo, inutile dire sempre le stesse cose ( anche perché altrimenti Zorra ci cazzia ….. bacio Zorrina ) ma i ragazzi sono uno spettacolo nello spettacolo. Stanno cominciando a rendersi conto di cosa siamo venuti a fare, di cosa facciamo durante i nostri fine settimana; a questo punto, rimanendo sempre con i piedi per terra, forse il piccolo seme che è stato seminato l’anno passato sta cominciando a germogliare piano piano e a spuntare fuori da questa terra sulla carta povera ma al tempo stesso ricca di emozioni, ricca di mille sfaccettature non sempre visibili a prima vista. Un cenno particolare per padre Riccardo; così come l’anno scorso anche oggi ci ha accuditi con una gentilezza speciale; è stato avvertito solo questa mattina che saremmo stati 18 clown e ci ha fatto trovare lo stesso una tavola imbandita di tutto punto, un ospite veramente speciale; grazie di cuore. Qualcuno avrebbe anche deciso di fare un’esperienza di volontario in questo ospedale vero ombelico del mondo !!!! Chissà che la Distri e la Maca non decidano di venire a giocolare con le provette del laboratorio di analisi, magari per un breve periodo. Ci accoglieranno l’anno prossimo? Mah, vedremo, chi vivrà vedrà !!!! Per il ritorno decidiamo di dare un passaggio ad una madame che era venuta all’ospedale per incontrare padre Riccardo, che sarà mai una persona in più, caso mai qualcuno prenderà qualcun altro sulle ginocchia, vero + 1 ? Di che ti stai lamentando, non dirai mica che Radicchio pesi più di una piuma, vero? Anche questa volta un piccolo imprevisto, positivo e fulmineo. Decidiamo per una sosta lampo sulla spiaggia, il sole c’è e la giornata sembra chiedercelo; altra immagine da non scordare; i ragazzi hanno indossato la maglia che abbiamo portato per loro, uguale alla nostra, arancione, e quel colore così vivo , con le onde dietro sembra proprio un raggio di sole, un ulteriore raggio per questa magnifica giornata. Si torna a casa. Un bacio Sbada eri con noi anche oggi, bacia Cenzo da parte nostra. Mensolina e tutti gli ivoriani, quelli bianchi e quelli neri. |


















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