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UNA STORIA VERA PDF Stampa E-mail
Scritto da Stefano Testa   
Martedì 28 Settembre 2010 10:31

Metà di aprile.

Quel giorno ero incerta se passare dalle ragazze: stavo per partire con marito e amici alla volta di Napoli e non avevo voglia di preoccupazioni, che sono quasi la norma quando si va nelle case d’accoglienza, però desideravo salutare le ragazze. Così… suono nell’alloggio di 2^ accoglienza e S. mi viene ad aprire. S. è con noi da 8 mesi durante i quali non ci ha mai dato dispiaceri: ha problemi di salute, ma non l’ho mai sentita lamentarsi, ha problemi  con i soldi che mancano, ma non ha chiesto mai un euro in più. Mi accorgo al primo sguardo della sua tristezza, ne chiedo il motivo. Si mette a piangere. Risponde O. per lei: la sua unica figlia, rimasta in Nigeria con la nonna, deve essere operata di appendicite, ci vogliono 250 € che S. naturalmente non ha (In Nigeria si paga per studiare, si paga per guarire; mi sono indignata troppe volte, ora accetto la realtà rassegnata).

La consolo accarezzandola, ma il mio affetto non basta a alleviarle l’angoscia. Le parlo: - Noi come Granello di senape possiamo aiutare voi e non le vostre famiglie. Però chiederò a mamma Carla e a Sadhana e vedrai che quando tornerò da Napoli qualcosa per tua figlia faremo. –

Finalmente a Napoli! Di giorno godo le bellezze artistiche, le ottime pizze e le sfogliatelle, ma di notte sovente mi sveglio e penso a S. e a sua figlia; non sono tranquilla e ho paura che il tempo che sto perdendo sarà fatale.

Al ritorno dal viaggio facciamo una colletta, ma intanto sono trascorsi 10 giorni da quando ho saputo della necessità. Consegno i 250 € a S. che il giorno dopo va a Torino per inviarli in Nigeria. Dopo due giorni Fheit viene operata.. il 3 maggio muore.

In questi mesi quante volte ho pensato che avrei dovuto subito agire: andare in banca a ritirare i miei soldi quel giorno stesso, non aspettare la generosità di altri. Forse Fheit sarebbe viva

 

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