| 11 Agosto 2011 -- ITALIA RWANDA 2-1 |
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| Scritto da Benedetta |
| Martedì 23 Agosto 2011 16:56 |
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E’ proprio vero che il calcio unisce le persone, che tu sia in Italia o nel resto del mondo.
Il CICL Rwandese ci ha regalato l’ennesima dimostrazione. La mattina dell’11 agosto si è presentata una sfida a cui non ci siamo tirati indietro: battere la Nazionale femminile del gruppo GdS Rwanda. Dopo un riscaldamento veloce decidiamo la formazione: Cristina B. ed Elisa in attacco, Emanuela e Irene in centro campo, Benedetta, Giulia e Cristina P. in difesa; in porta un amico Rwandese, uno dei pochi rappresentati maschili oltre a Giuseppe nel ruolo del libero (in pratica libero di recuperare tutti i palloni persi) e Gilbert, coordinatore dell’equipe GdS Rwanda e capitano della squadra avversaria. Calcio d’inizio; i “nostri” dimostrano da subito una preparazione atletica di gran lunga inferiore a quella delle amiche Rwandesi: tra i fumatori che al 15’ già vorrebbero il cambio e le povere donzelle che hanno paura del pallone più che una squadra di calcio sembriamo dei disperati. Per fortuna Giuseppe su punizione smuove il risultato: rete! Italia 1 - Rwanda 0. Allo scadere del primo tempo però ecco la rimonta della squadra Rwandese che ha la meglio su una difesa ormai distrutta dalla fatica. Italia 1 - Rwanda 1. Il secondo tempo vede entrambe le formazioni molto provate. La squadra italiana perde uno dei suoi elementi più agguerriti: Cristina B. che ha causa di un infortunio alla sua ormai celebre caviglia è costretta a ritirarsi a bordo campo, da cui incita accompagnata dai bambini Rwandesi, i suoi compagni a non mollare. Il miracolo avviene quasi al 90’: un pallone rimbalzante viene intercettato da Irene che punta alla porta e Benedetta ( ma non doveva stare in difesa?) la mette dentro. Italia 2 – Rwanda 1. Finalmente l’arbitro fischia la fine della partita. Abbracci e sorrisi per una vittoria sudata e forse non del tutto meritata, considerando che mentre i “nostri” si reggono a malapena in piedi, le ragazze Rwandesi sembrano belle fresche e riposate, fatta eccezione per Gilbert che, subito dopo il fischio finale, esausto si è dileguato e non si è più visto fino al giorno dopo. Momento felice, più leggero degli altri, in cui Italiani e Rwandesi sono stati davvero insieme, senza dover pensare alle difficoltà, alla povertà, a chi sta meglio o peggio.
Giulia |
| Ultimo aggiornamento Mercoledì 24 Agosto 2011 10:30 |




















