Giuliano Testa, già sacerdote della Congregazione di Don Orione, il “santo dei poveri”, è partito per l’Africa per la prima volta alla fine del 1988, avendo raccolto un centinaio di adesioni alla sua idea di “missione insieme”: valutare le necessità e le richieste, proporre, sostenere e finanziare dall’Italia micro-progetti organizzati e gestiti dalle popolazioni locali in Africa.

Ben conscio della piccolezza dei mezzi e della “organizzazione” di fronte all’infinito orizzonte della povertà, dell’ingiustizia e della violenza che opprimono il continente, pensò di chiamare questo gruppo di amici “Granello di Senape”. Rimase al servizio dell’etnia dei Gourmanche per nove mesi, e così ebbe solo il tempo di finanziare la messa in opera di cinque pozzi di acqua potabile in cinque villaggi differenti.

In questi nove mesi il numero iniziale degli “amici del Granello di Senape”era intanto raddoppiato.

Ma andiamo all’inizio “degli inizi”: Giuliano nasce il 20 febbraio del 1948 a S. Vito Romano (quello che lui definisce – e chi osa contraddirlo! – “il paese più bello del mondo!”), da papà Antonio, contadino partigiano e poi custode, e da mamma Lola, la dolce, buona, infaticabile mamma Lola che, secondo quello che si racconta, lo partorisce per strada, già pronto a prendere il largo. A 11 anni il nostro entra … nelle Grotte, cioè in seminario (prima a Grottaferrata, poi a Grotte di Castro), per approdare nel 1964 a villa Moffa, la casa della congregazione orionina in Bra (Cuneo), dove frequenterà noviziato e liceo. Il 30 ottobre del 1976 è il grande giorno dell’ordinazione sacerdotale: da allora in poi è un continuo “rimbalzare”, con lo stesso entusiasmo contagioso: prima e dopo l’Africa Avezzano, Foggia, la parrocchia di Ognissanti in Roma, Genova, Sanremo ed infine il ritorno a Bra, dove dal 2000 ha sede il GdS e da dove ha iniziato ai muoversi per “scorrazzare” in Italia e nel mondo.