Il progetto Rwanda riunisce i progetti operanti, da oltre 10 anni, a Ruhengeri, città nel nord ovest del paese ora ridenominata dal governo Musanze, e a Nyakinama, villaggio distante dieci chilometri, in una zona collinare e vulcanica. In Rwanda le condizioni di vita della popolazione sono drammatiche, per la terribile situazione di povertà e la lacerazione del tessuto sociale, frutto di una storia anche recente molto tormentata. La forte disparità fra una minoranza sempre più ricca e il resto della popolazione contribuiscono ad aumentare la tensione sociale.

In questo quadro il GDS interviene per sopperire alla mancanza di un sistema sociale efficace, che possa prendersi carico dei tanti bisogni, cercando altresì di creare le condizioni per il rafforzamento della vita e dello spirito di comunità e il raggiungimento della presa di coscienza e dell’autosufficienza sociale ed economica.

I Protagonisti

> Orfani di genitori morti per malattie (in particolare l’Aids), guerre, carestie, alcuni riuniti in gruppi detti  Fratries (fraternità) dove il maggiore, di età anche inferiore a 15 anni, ha il ruolo di capofamiglia, altri, invece, accolti in famiglie di parenti o conoscenti.

> Maibobo: giovani che, per violenza, abbandono o incapacità familiare, si ritrovano a vivere sulla strada. Vivere la strada significa cercare ogni giorno da mangiare, mendicando, con piccoli lavori o rubando; cercare un posto riparato dove dormire e battersi per difenderlo, drogarsi con la colla o acido di batteria per non sentire i morsi della fame o il freddo della notte.

Sono coinvolti anche i membri della famiglia, i vicini e giovani che si avvicinano alle attività del progetto; l’obiettivo è portare la comunità nel suo complesso ad una piena responsabilizzazione ed alla consapevolezza di essere il vero motore di tutto il progetto

I punti di forza

  • Cammino di liberazione della coscienza per una piena maturità umana;
  • Responsabilità di tutte le persone coinvolte, che devono sentirsi protagoniste della propria crescita umana e sociale;
  • Rafforzare lo spirito di solidarietà valorizzando il lavoro in gruppo;
  • Scelta strategica di vicinanza agli ultimi evitando situazioni di privilegio;
  • Disponibilità al cambiamento delle modalità di intervento in base alle esigenze di volta in volta espresse dal contesto;
  • Collaborazione con altre realtà locali;
  • Volontari locali che siano fondamentali per la riuscita dei progetti;
  • Un’equipe locale, espressione dello spirito GdS e parte del GdS locale, che coordina gli interventi.

Le Criticità

  • In Rwanda: spezzare il vincolo di un rapporto meramente assistenziale aprendo sempre più prospettive di coinvolgimento e partecipazione attiva della comunità tramite il volontariato in loco, creare occasioni di sviluppo di iniziative che portino all’autonomia economica, rafforzare il lavoro in piccoli gruppi in tutti i settori di intervento, formazione;
  •  In Italia: ottimizzare l’organizzazione delle attività per fare fronte ai limiti di disponibilità in tempo e numero dei volontari, sensibilizzare la società italiana ad una visione “GdS” dei rapporti con i paesi africani alleggerendo la componente di mera raccolta fondi.

L’obiettivo principale

La riacquisizione della dignità di persona, passando attraverso la complessiva crescita personale e comunitaria e il perseguimento della liberazione della coscienza dell’indipendenza sociale ed economica.

I campi di intervento

> Formazione: Favorire lo studio e la formazione professionale

1. Educazione primaria: Fornitura di materiale scolastico, organizzazione dei bambini in gruppi doposcuola, visite regolari per verificare i progressi del bambino/a a scuola.

2. Educazione secondaria: Pagamento delle tasse e del materiale scolastico, visite almeno una volta per trimestre. Durante le vacanze scolastiche gli studenti prendono parte ai campi estivi come animatori per i bambini più piccoli e sono coinvolti in lavori comunitari.

3. Università: Borsa di studio per chi, avendo superato con i massimi voti l’esame di stato, é esonerato dal pagamento delle tasse universitarie e, dovendosi trasferire dalla zona di origine, non ha mezzi economici sufficienti. Il progetto garantisce vitto e alloggio e l’acquisto del materiale didattico.

4. Formazione professionale: l’alternativa allo studio per quei ragazzi/e che non hanno più la possibilità di inserirsi nel percorso scolastico è l’apprendimento di un mestiere. Nella città di Musanze ci sono differenti laboratori artigianali nei quali i giovani possono apprendere un mestiere: falegname, fabbro, meccanico, sarto, parrucchiere… L’artigiano, che assume quindi la veste di formatore, segue i giovani dal lunedì al sabato e un operatore li visita periodicamente al lavoro, per controllarne presenze, disciplina e progressi. La formazione dura dai 6 ai 12 mesi e alla fine viene consegnato ad ogni ragazzo un Kit di strumenti, che gli permetteranno di cominciare subito a lavorare. Il monitoraggio dei ragazzi continua per altri 6 mesi dopo la fine della formazione, con l’obiettivo di garantire la loro stabilità.

5. Formazione costante allo spirito GdS per una sempre più cosciente e responsabile partecipazione al progetto, anche attraverso corsi di formazione specifici

6. Al fine di favorire la frequenza scolastica e la qualità dello studio:

– sostegno alimentare (attraverso distribuzioni organizzate nell’ottica di una futura autonomia delle famiglie per i bambini della scuola primaria);

– compartecipazione insieme alle famiglie alle spese sanitarie anche in caso di patologie gravi che richiedano cure continuate nel tempo;

– sostegno alla costruzione o riparazione delle case attraverso la fornitura di parte dei materiali necessari, stimolando la presa in carico della porzione rimanente da parte della famiglia o della sua comunità.

> Coinvolgimento: Creare le condizioni ideali per garantire lo sviluppo integrale della persona.

1. Attività di animazione (sport, danza, musica, campi estivi…): oltre ad essere un bisogno necessario allo sviluppo integrale del bambino, sono il mezzo per strapparlo allo stato di abbandono e solitudine, integrandolo nella società

2. Sviluppo sociale: visite regolari ai ragazzi nelle loro famiglie e per la strada e un metodo di lavoro in piccoli gruppi permettono di organizzare incontri di formazione su differenti tematiche e momenti di confronto, dove i beneficiari stessi sono motivati a riflettere sulla propria condizione, quindi a cercare le soluzioni ai propri problemi.

3. Sviluppo economico, il progetto favorisce la creazione di casse di mutua assistenza e sistemi di microcredito per l’avvio di piccoli progetti generatori di reddito.

4. Sviluppo del volontariato nello spirito del GdS, sia all’interno dell’Associazione che a favore della comunità locale

Tutte le attività sono oggetto di pianificazione biennale, tramite condivisione tra il GdS Rwanda e il GdS Italia, svolta in un’ottica non assistenziale, ma di graduale sviluppo e progresso verso l’obiettivo di autonomia e responsabilizzazione dei vari protagonisti del GdS locale.

Come Contribuire

Nel tentativo di seguire un approccio più cosciente e consapevole, proponiamo una modalità di sostegno a tutta la comunità del progetto, che, simbolicamente, rappresenti un abbraccio dall’Italia a tutti coloro che entrano a contatto con il GdS in Rwanda. In concreto, il contributo potrà essere di due tipi:

> Sostegno all’intera attività del progetto: Contributo annuo, con impegno minimo richiesto di tre anni, di 100 euro o offerta libera una tantum. In caso di sostegno continuativo si prevedono due modalità di realizzazione:

1. qualora il sostenitore manifesti questo desiderio, gli si abbinerà un orfano (naturalmente entro i limiti posti dal numero di bambini presenti nel progetto), con la possibilità, per la famiglia italiana, di dare sue notizie e ricevere notizie dal bambino e dalla sua eventuale famiglia, oltre a quelle relative all’andamento di tutto il progetto;

2. sostegno all’attività del progetto nel suo complesso: al sostenitore verranno inviate foto e comunicazioni periodiche sull’andamento del progetto. In più, si cercherà di favorire l’instaurazione di relazioni dirette tra il sostenitore ed uno fra i gruppi che partecipano al progetto (ad esempio, gruppo di famiglie o gruppo di ragazzi di strada in formazione professionale)

Il contributo del sostenitore, anche in caso di abbinamento con un bambino, andrà comunque a sostenere tutti gli interventi che il progetto realizza in Rwanda.

> Presa in carico di un’intera porzione di intervento per finanziamenti di un certo ammontare; di questo si avrà cura di dare una comunicazione chiara e puntuale sia al finanziatore che all’Associazione.

Clicca qui per avere dei dettagli del progetto 🙂