Cari lettori, internauti e amici di Granello, a partire da oggi vi portiamo una serie di articoli con l’intenzione di farvi entrare nel cuore di alcune attività svolte della associazione in Africa.
Questo articolo, è solamente il primo di una serie, che racconterà uno dei viaggi di Giuliano Testa (fondatore dell’associazione) in Costa d’Avorio nel 2023, dedicato alle attività di formazione della popolazione locale.
Il racconto è nella forma del diario/resoconto di viaggio, così come ci è stato consegnato dall’autore con qualche piccolo intervento per rendere il testo fruibile dal pubblico.
Con la speranza che possiate calarvi nella realtà lontana (nello spazio e nei modi) dell’Africa vi auguriamo buona lettura e vi diamo appuntamento alle prossime settimane per le uscite successive.
Lunedì 13 Novembre 2023
Oggi primo incontro di formazione per la nostra Equipe e il nostro Gruppo Educatori Popolari, un incontro d’importanza capitale per il resto del percorso formativo. E, nonostante qualche iniziale timore visto l’itinerario di questa “formazione” totalmente innovativo, per cui si poteva temere un impatto non troppo positivo, o magari difficoltoso, è andata più che bene, forse … benissimo!
La nostra è una formazione del tutto singolare che scaturisce quasi esclusivamente dal dialogo tra i partecipanti, per arrivare ad acquisire una piena consapevolezza del quadro delle situazioni nelle quali si lavora e delle esigenze delle persone, e saper individuare quelle che si possono definire “situazioni limite”, per poter dare vita ad un Programma Educativo basato su uno studio attento e sul dialogo costante e costruttivo con tutti i destinatari dei nostri progetti, in ogni settore ed in ogni ambito.
Ogni incontro si basa sulla lettura di una pagina del libro “La pedagogia degli oppressi” di Paulo Freire, sulla quale poi viene sviluppato il discorso collettivo.
Oggi si è sviluppato un interessantissimo dialogo in cui ciascuno ha espresso il suo “sapere”, basato sull’esperienza sul campo, sulla situazione del villaggio, sulla condizione del lavoro e sui rapporti con uomini, donne, studenti, giovani, e con il capo villaggio. Tra gli argomenti si è parlato della “mentalità” della popolazione, mentalità vittima della loro condizione di “oppressi”, anche se di questa condizione la maggior parte non ne ha coscienza, e non se ne rende conto.
Il dialogo è stato continuo, profondo, senza segni di stanchezza, nonostante sia durato oltre 5 ore fra mattino e pomeriggio.
L’idea che è maturata in loro è quella di voler sviluppare una maggiore capacità di visione, analisi e programmazione, una “coscientizzazione” che coinvolga i 1.290 bambini delle nostre scuole materne, i 525 alunni delle nostre scuole primarie, gli 87 alunni del nostro Centro Professionale, i 59 insegnanti dei vari ordini, i 448 adottati e i loro genitori e tutti gli adulti che vogliano far parte dei nostri “Piccoli Gruppi di Autorganizzazione e Sviluppo”.
Un lavoro immenso, molto difficile e impegnativo. Proprio per questo dobbiamo diventare una Equipe e un Gruppo di Educatori Popolari altamente professionali oltre che innamorati del nostro lavoro, della nostra missione.
