Continua il viaggio di Giuliano Testa (fondatore dell’associazione) in Costa d’Avorio del 2023, dedicato alle attività di formazione della popolazione locale.
Settima giornata di formazione: 20 Novembre 2023
Oggi, con Marco, abbiamo vissuto una giornata dai due volti: bellissimo il primo, tragico, senza esagerazione, il secondo. Il mito di Giano bifronte è dunque sempre vero?
La domenica mattina alle 7,15 siamo partiti insieme alle suore, per andare alla “Teologico Don Orione” e vivere con tutta la famiglia religiosa della Congregazione una giornata di festa alla quale hanno partecipato molte persone dalle differenti parrocchie e istituti sparsi in Costa d’Avorio.
La festa non ha riguardato solo religiosi e religiose, ma anche i movimenti laicali femminili e maschili.
Credo che il numero dei presenti superasse il centinaio, e la maggior parte erano giovani del Movimento Giovanile Don Orione. Davvero un bell’ambiente, con tanta allegria, ed io ho potuto incontrare “vecchie” amicizie, qualche religioso e persone che sono cresciute con me negli anni in cui ho lavorato nella parrocchia di Anyama.
Poi il volto tragico: nel primo pomeriggio siamo andati a casa di uno dei membri del nostro Gruppo Educatori Popolari, Simon Pierre e siamo rimasti letteralmente sconvolti. Una “casa”, e mi vergogno a chiamarla così, costituita da due, diciamo così, stanze, di 3metri x 3metri: una per tutti gli usi giornalieri (cucinare, mangiare, riporre utensili, vestiti, naturalmente senza armadi e senza tavolo perché non ci entrerebbero e una per dormire. E sapete quanti sono a vivere in questo bugigattolo? 5 persone: la mamma, Simon Pierre (30 anni), il fratello (22 anni), le due sorelle (18 e 16 anni)!!! E il padre li ha abbandonati tre anni fa, dalla mattina alla…mattina, senza alcuna spiegazione!
Capite?
Uno dei nostri, uno della nostra famiglia, uno che lavora con noi praticamente da sempre, vive in questa condizione disumana e scandalosa!
Questo non mi ha sconvolto solo per la sua situazione, ma anche perché con la nostra equipe e il nostro GEP abbiano convissuto con lui per tutti questi anni, senza intervenire o, ancora peggio, senza accorgersene. È vero che lui non ha mai manifestato questo suo problema, per falsa dignità, pericoloso orgoglio e semplice vergogna, ma è anche vero che non dovrebbe essere possibile non accorgersi del suo stato d’animo, della difficoltà che sicuramente si è manifestata sul suo volto o sul suo sorriso certamente diverso.
Come, subito, ce ne siamo accorti noi!
Questo ed altri problemi, ugualmente gravi , li affronterò con loro martedì, giorno in cui dovranno prendere decisioni chiare, coraggiose e definitive. Vedremo…
